Gentile signora che oggi alle 17:12 è entrata nella mia cartoleria,
mi permetta di scriverle due righe per ringraziarla.

Grazie per avermi ricordato che esiste un livello di confusione che nemmeno Google Maps saprebbe mappare.

È entrata con passo deciso, come se sapesse cosa voleva. Mi ha guardato dritto negli occhi e ha detto:
“Mi serve quella cosa per scrivere ma che non è una penna.”

Ho attivato il cervello:
– Matita?
– Pennarello?
– Gesso?
– Stilografica?
– Pastello?
– Pennino con inchiostro?
– Carboncino?

A ogni mio tentativo rispondeva:
“No, quella NO. L’altra.”

Dopo sette minuti di tentativi e frasi tipo “è lunga, ma corta”, “è liscia ma ruvida”, “scrive ma non troppo”, siamo arrivati a un indizio chiave:

“Ce l’ha mia nipote, l’ha usata a scuola per fare il cartellone. Ma non scrive. Però lascia il segno.”

Signora. Mi perdoni. Ma cos’è? Un oggetto da Harry Potter?

Alla fine, si è illuminata.
Ha visto un pezzo di gessetto colorato.

“ECCOLA! Era LEI!”