Festa paesana.
Sono volontaria alla festa di paese, mediamente facciamo 1000 coperti a sera.
Il mio ruolo è apparentemente semplice: sto a capo di un lungo bancone dove è incollato il menù con relativi prezzi in formato A3; quando arriva una persona con il vassoio, prendo la comanda e poi la faccio scorrere verso la cassa per pagare.
La coda da fare per poter cenare è abbastanza lunga, apriamo alle 19 e gli ultimi arrivati mangiano intorno alle 22 e ovviamente c’è la possibilità che alcuni piatti termino prima della fine del turno.
Ore 21:45, ultime 70 persone in coda; è il turno di una signora sulla cinquantina.
Mi si avvicina, le porgo il vassoio: “Buonasera, prego, dica pure!”
Cosa devo dirti?
Qui di fronte a lei trova il menù completo, mi dica cosa vorrebbe mangiare.
Ah, ma io non so ancora cosa voglio!
Passa qualche minuto a guardare il menù, poi ordina: “Fammi un fritto misto.”
Ok, con contorno di patate al forno o di verdure?
Entrambi!
D’accordo, quindi uno lo paga e l’altro, essendo incluso, no.
COOOSA?! NO, SONO TUTTI E DUE INCLUSI! Non vedi?! Sul menù ci sono segnati entrambi.
Comincio già a spazientirmi, posso capire leggere male, ma urlarmi addosso dopo 3 ore a servire, no, ma mi impegno per risponderle educatamente: “Sì, se nota i contorni sono fra parentesi, ma c’è scritto ‘a scelta fra patate o verdure’, non ‘e’.”
Nel frattempo arrivano dalla cucina a dirmi che alcuni piatti stanno finendo, fra cui uno dei due contorni, per cui ho ancora poche porzioni da distribuire.
NON SONO CONVINTA, qui volete solo fregarci! Poi vedi di mettermi una porzione piena, non fate i braccini corti! E come sarebbe a dire che le verdure stanno finendo?! E quelli che arrivano dopo? Non gli date niente da mangiare!
Non lasciamo sicuramente le persone senza cena, c’è comunque il contorno incluso…
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