Stamattina entra un uomo. Avrà cinquant’anni, giacca elegante, parlata secca.
Si guarda in giro come se tutto fosse sotto i suoi standard.
Si ferma davanti ai frigoriferi smart.
Mi avvicino.
“Buongiorno, posso aiutarla?”
“Cerco un frigo.”
“Certamente. Ha già in mente una marca o caratteristiche precise?”
“Uno che non parli con me.”
Sorrido.
“Intende senza assistente vocale?”
“Intendo un frigorifero che faccia il frigorifero. Non un influencer con la porta.”
Ok. Lo capisco.
Gli mostro modelli base, silenziosi, affidabili.
Li guarda con aria da giudice di MasterChef in pensione.
Poi si gira verso uno dei più costosi, con display touch e mille funzioni.
“E questo qui?”
“Quello è un modello smart, può connettersi al telefono, ti avvisa se lasci la porta aperta, ti suggerisce ricette…”
“No. Assurdo. Io voglio un frigo, non un compagno di stanza.”
Mi chiede se posso disattivare le funzioni intelligenti.
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