Lavoro in una piccola lavanderia da anni.
Clienti gentili, clienti distratti… e poi ci sono loro:
quelli che entrano come se ti stessero facendo un favore.

Lunedì, ore 8:45, entra questo tizio con un piumino in mano.
Marca costosa, atteggiamento ancora più caro.
Lo appoggia sul bancone senza salutare.

“Dev’essere pronto per domani.”

“Facciamo 48 ore, come indicato sul cartello.”
“No, io lo voglio domani. Lo dico sempre e me lo fate.”

Io non l’ho mai visto in vita mia.

“Non posso garantirglielo. Oggi siamo pieni, e c’è la fila.”
“Non mi interessa. Lo devo mettere domani a un evento. Lei non capisce cosa vuol dire avere un’immagine.”

Lo guardo.
Vestito da sfilata, ma con l’empatia di una stampella.

“Guardi, se vuole, può venire domani a vedere se è pronto. Ma non prometto.”
“Domani lo vengo a prendere. Pulito. O lo porto altrove.”

(Spoiler: sarebbe comunque altrove.)

Prende lo scontrino sbuffando e se ne va.

24 ore dopo:
Torna.
Occhiali da sole, solita faccia da chi entra nei negozi col navigatore disattivato.