“Sono qui per il giaccone.”

Vado nel retro.
Lo prendo.
Glielo porto.
Glielo mostro.

“No no no, aspetti… questo non è il mio.”
“Sì, è il suo. Il tagliando corrisponde. Piumino nero, interno grigio, etichetta interna con le sue iniziali.”
“Allora l’avete rovinato.”

Guarda un punto sulla spalla.

“Questo non c’era.”
“È una piega da appendino. Basta una passata e va via.”
“No. È un difetto. Non lo pago.”

Ma ha già pagato.
Lo dico.

“E allora voglio un rimborso.”
“Lo rivede domani. Dopo una passata leggera di vapore.”
“Lo voglio ora. Sono già in ritardo.”

Dietro di lui, una signora in coda con un mazzo di camicie dice:

“Se ha così fretta, si metta sotto la pressa.”

Lui non reagisce.
Piglia il piumino.
Fa per indossarlo.
E nel farlo…
si strappa l’etichetta.