MARTA:
Oh Vale, senti questa. Ti ricordi quel signore distinto che è venuto ieri pomeriggio? Quello con la sciarpa di lino anche se c’erano 28 gradi?
VALENTINA:
Quello che annusava i tester come se stesse facendo un esame da sommelier?
MARTA:
Esatto. Si avvicina al bancone, guarda tutte le boccette e mi dice:
“Cerco un profumo che dica qualcosa.”
VALENTINA:
Eh, in che senso? Tipo: “Ciao, mi chiamo Sandalo e sto bene coi maglioni scuri”?
MARTA:
No no, proprio così:
“Un profumo che parli. Che racconti. Che lasci il segno senza urlare. Sensuale, ma elegante. Misterioso, ma presente. Lieve, ma persistente. Dolce, ma maschile.”
VALENTINA:
Ah, quindi voleva… un profumo che non esiste.
MARTA:
Aspetta, il bello arriva ora. Gli faccio annusare quattro fragranze diverse, tutte di fascia alta. Niente. Le scuote via come fossero zanzare.
Poi prende un tester di una colonia da 19,90, la più basic. Sai quella che vendiamo per i regali dell’ultimo minuto?
VALENTINA:
Quella con la bottiglia che sembra un bicchiere d’acqua?
MARTA:
Esatto. Se la spruzza sul polso, la annusa… e si illumina.
“Questa. È questa. È lei. Parla con me.”
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