“Buonasera. Ho una prenotazione.”

Controllo. Tutto regolare. Camera matrimoniale standard, tre notti.

Gli porgo la chiave con un sorriso professionale. “Ecco la sua stanza, signore.”

Lui prende la chiave, la osserva come se gli avessi appena dato il telecomando di una navicella spaziale. Poi alza lo sguardo.

“Questa è una matrimoniale?”

“Sì, come da prenotazione.”

“Non sembra molto VIP.”

“È una matrimoniale standard, signore.”

Lui sbuffa. “Quindi non c’è nessuno che porta su i bagagli?”

“Possiamo mandare il facchino, ma è un servizio extra.”

Fa un sorriso forzato. “Ah. E il servizio in camera?”

“Anche quello è extra.”

Ora inclina la testa, confuso. “E la spa?”

“La spa è accessibile con un supplemento.”

Silenzio. Lo vedo elaborare lentamente un concetto che evidentemente non gli era chiaro. Poi si sporge sul bancone e, con la voce carica di delusione, dice:

“Scusi, ma… io ho prenotato una matrimoniale.”

“Esatto, signore.”

“Quindi dovrebbe essere tutto incluso.”

Respiro. “Signore, ha prenotato una stanza, non l’hotel intero.”