Ore 10:17 entra un cliente, sui 50, camicia a quadri, occhiali sulla testa e una certa fretta negli occhi.
Saluta, annuisce, si guarda attorno come chi cerca qualcosa di specifico… ma che ancora non sa nominare.
Poi si avvicina e fa:
“Mi serve… il coso che gira.”
Lo guardo.
“In che senso?”
“Il coso. Quello per fissare. Quello che si mette nel muro… con la cosa.”
“Un tassello?”
“No, no, non tassello. È più… dinamico.”
Gli mostro una vite con rondella.
“No, no, più… con lo scatto. Cioè, non scatta, ma gira.”
Una brugola?
“No! Quella gira ma non si sente.”
Un trapano?
“Troppo.”
A un certo punto gli chiedo:
“Ce l’ha una foto, per caso?”
“No. Ma l’ho visto ieri su YouTube. Uno l’ha usato per fissare una mensola e diceva ‘attenzione col coso che gira’.”
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