Oh raga, ve la devo raccontare perché giuro… questa è assurda.

Oggi pomeriggio arriva un tizio, sulla sessantina, capelli perfetti, maglioncino sulle spalle come se fosse in barca anche se stava a due passi da un discount.

Entra, si guarda intorno e fa:
“Mi scusi, ma qui si lavano anche i vestiti?”

Io rimango un attimo zitto. Che gli rispondi? “No, qui solo meditazione e centrifuga spirituale”?
Gli dico: “Sì, certo. Può usare le lavatrici con i gettoni.”

Lui fa un giro, osserva tutto come se stesse valutando un acquisto immobiliare, poi mi guarda e dice:
“E come faccio a sapere che queste macchine… non lavano anche i vestiti degli altri?”

All’inizio penso che sia una battuta. Invece no.
Prosegue:
“Perché se uno prima di me ci ha lavato mutande, calzini… poi è come se li lavassi io, no?”

Giuro che l’ho guardato cercando nella sua faccia un sorriso. Niente. Serissimo.
Gli spiego: “Signore, ogni lavaggio è indipendente. Cioè… non è che resta dentro il bucato del cliente precedente.”