Showroom, tutto tranquillo, entrano una coppia: lui col marsupio e l’aria da geometra in pensione, lei col taccuino delle crociate.
Classici clienti “so già tutto, ma voglio che tu mi confermi che ho ragione”.

Lei parte in quinta: vuole la cucina a L, isola centrale, ante opache “ma che si lavino con un colpo di vento”, lavastoviglie invisibile, top effetto marmo ma non freddo, e niente maniglie perché “le maniglie fanno povero”.

Io annuisco, respiro, vado sul tecnico.
Lui mi guarda e dice:

“Scusi eh… ma in questo rendering non vedo il cassetto delle tovaglie.”

Gli dico che può essere aggiunto, ovvio.
E lui, serio:

“Ma se non me lo mostra, come faccio a fidarmi che esista?”

Pausa.

Avrei voluto dirgli che esistono anche l’ossigeno e il buon senso, eppure non li vedo.
Invece ho sorriso, ho cliccato un pulsante, gli ho fatto apparire il benedetto cassetto sullo schermo.
Lui lo guarda.
Annuisce.
Poi mi fa:

“Ecco, ora sì. Questo è un progetto serio.”