Sorrido.
L’ho già fatto dodici volte in venti minuti, e questa sarà la tredicesima.
La signora davanti a me tiene in mano una camicetta blu, la guarda come se stesse valutando un’offerta per un rene, poi mi fa:

“Ce l’avete in blu?”

Respiro.

“Quella che ha in mano è blu, signora.”

“Mh. Ma non troppo blu?”

“È un blu classico. Navy.”

“E navy… è tipo blu o è un altro colore?”

Sorrido di nuovo. Internamente sto urlando in 7 lingue.

“Ha questa camicetta in S, M, L?”
“Sì, è disponibile.”
“Ma la S veste piccolo?”
“Un po’.”
“E la M veste grande?”
“Dipende dalla persona.”
“E se io sono tra S e M?”
“Provi entrambe.”
“Ma non voglio provarle.”

Sorrido. Internamente sto prendendo a calci un manichino.

“Lei che taglia direbbe che ho?”
“Una M.”
“M? Ma allora mi vede grossa?”
“No, è solo una taglia indicativa.”
“Ma se mi dice M io mi sento male.”